Da luglio arriva in libreria Il mercante di diamanti, un romanzo ambientato tra Amazzonia e Stati Uniti che cerca di fotografare l'inquietante traffico internazionale di preziosi. Il thriller di Frank Stipo parte da due fatti realmente accaduti: la scoperta, nel 2000, di un filone diamantifero in Rondonia (Brasile) e, nel 2005, l’assassinio rimasto senza un colpevole di 48 garimpeiros, i cercatori d'oro.

A cura di Stella Maria Sablone

Intervista di Lea Carella

L'avidità sembra essere il vizio capitale che manovra la tragedia del traffico di diamanti.
Lo sa bene Marcos Silva, studioso di pietre preziose e trafficante di diamanti grezzi, che riesce a riportare a New York sessantotto "pezzi" purissimi su commissione di un malavitoso. Tra ambientazioni non ordinarie e claustrofobiche si assiste a rapimenti, uccisioni e intrighi, che accompagnano il lettore attraverso una realtà surreale e crudele, come afferma lo scrittore uruguaiano Daniel Chavarria: «In Amazzonia, le alternative erano due: morire di fame o diventare un garimpeiro, un cercatore d’oro.»
Come raccontava Blood Diamond, il film del 2006 con Leonardo Di Caprio, non sono solo quelli africani i diamanti insanguinati; questa realtà infatti coinvolge ormai le società più “evolute” e il silenzio che la letteratura italiana ha fin ora riservato alla vita dei garampeiros, al loro stato di schiavitù e più in generale al mercato nero del traffico dei diamanti fondato sullo sfruttamento del lavoro umano è stato uno stimolo per l'autore, esperto conoscitore di affari internazionali e, in questo caso, portavoce di una drammatica realtà del mondo contemporaneo.

L'autore sarà il prossimo 3 luglio alle 18.30 alla libreria Koob di Roma (via Luigi Poletti 2, di fronte al Maxxi) per presentare il libro.

La tua è una formazione d’impronta accademica e diplomatica. Da dove nasce la scelta di un registro romanzesco?

La mia formazione professionale e il mio romanzo di avventura derivano entrambi dalla mia passione per la geografia e per gli affari internazionali. Non a caso il mio romanzo è stato ispirato da fatti realmente accaduti di cronaca internazionale.
Nel 2005 ho deciso di allontanarmi dal caos della città e mi sono recato per alcuni anni in Amazzonia, alla ricerca di sollievo.
Mentre vivevo a Manaus e nel Territorio di Rondonia ho appreso del contrabbando di diamanti nella giungla e ho deciso di raccogliere testimonianze dalla gente del posto. Ho incontrato i garimpeiros che mi hanno accompagnato nelle favelas e mi hanno raccontato le loro storie. Ho anche conosciuto gli indios e i loro racconti hanno ispirato «Il Mercante di Diamanti.»
 
Quanto ha influito sulla tua formazione la cultura e la vita negli Stati Uniti?

Ho vissuto a Miami per quasi 20 anni.
Il carattere cosmopolita della città in cui vivo ha cambiato radicalmente il mio modo di vedere il mondo.  Quando ero un ragazzo osservavo la realtà da una prospettiva locale, adesso colloco ogni evento in un contesto globale.

La letteratura italiana non ha mai affrontato l’argomento dei garimpeiros.
C'è un motivo particolare secondo te?

Il mondo della giungla e’ sconosciuto alla maggior parte della gente. E’ un mondo lontano, impenetrabile, di cui la stampa italiana non si e’ mai occupata, così come la letteratura del nostro Paese. Proprio per questo lo trovo un argomento estremamente affascinante.

Il romanzo che hai scritto prende l'ispirazione dalla tua esperienza diretta in Amazzonia.
Cosa ricordi di quei momenti?

Le distese sconfinate della giungla amazzonica, la densa coltre di fumo che avvolge la foresta, la gente umile e generosa delle favelas, la semplicità della vita quotidiana degli indios.  Ricordo il mio incontro con il vecchio garimpeiro, descritto nel libro, che mi ha narrato le sue avventure di cercatore d’oro; ricordo Ballerina, la ragazza che mi presentò agli indios, ricordo le pepite d’oro estratte dal Rio Madeira, che ho percorso a bordo di una canoa a motore.

Ci sono ancora garimpeiros alla ricerca di diamanti in Brasile?

Certamente. La foresta amazzonica è immensa ed il popolo della giungla sarà sempre alla ricerca delle sue risorse naturali, come i diamanti.

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Nato a Roma nel 1973, Frank Stipo si trasferisce all’età di 23 anni negli Stati Uniti, a Miami in Florida. Con un passato da pilota e paracadutista, la passione per l’avventura si manifesta ancora nel 2005 quando decide di vivere per diversi anni in Amazzonia dove ha conosciuto il contrabbando di diamanti grezzi, esperienza che ha ispirato il libro Il mercante di Diamanti. Rientrato in America si dedica allo studio degli affari internazionali diventandone esperto. Dal 2011 ricopre il ruolo di Presidente dell’Associazione Americana del Club di Roma, organizzazione formata nel 1968 e dal 2008 al 2012 è direttore della Camera di Commercio dell’India in Florida. Tra le sue pubblicazioni si ricordano i due libri sugli affari internazionali pubblicati negli Stati Uniti: il Manifesto del Federalismo Mondiale e la Riorganizzazione delle Nazioni. Attualmente è membro del Consiglio Atlantico e del Circolo Nazionale della Stampa di Washington. Dal 2012 inoltre è stato eletto membro dell’Accademia Mondiale dell’Arte e della Scienza come riconoscimento per il suo contributo straordinario nelle scienze sociali.

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